ultimo aggiornamento sabato, 4 febbraio 2012

 

CORPO POMPIERI CARONA

pompieri non si nasce, ma quando lo si diventa,

lo si rimane per tutta la vita

Benvenuti nel sito ufficiale del corpo pompieri di Carona.

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Il Corpo Pompieri di Carona...

La mobilitazione per l’esercito attinge risorse umane, che pone le sue truppe a difesa delle frontiere. Nelle retrovie la popolazione ed i politici non restano con le mani in mano, ma si decide di sfruttare le risorse rimaste e, nei comuni dotati di idranti, vengono istituite squadre di spegnimento che dovranno essere formate ed equipaggiate per operare quali pompieri.


Fu così che nel 1939 Carona ha i suoi primi 10 volontari che, con una solenne promessa, si impegnano per un minimo di quattro anni al servizio della comunità.

Ricevono l’equipaggiamento composto da tuta, casco, cinturone, “scarponi”, accetta, corda di salvataggio e condotte di spegnimento.


«Io sottoscritto Agustoni Anselmo con la presente dichiaro di accettare la nomina a pompiere del Corpo di Carona e mi obbligo di sottostare a tutte le disposizioni prescritte dal regolamento e a tutte le leggi in proposito. Il presente impegno mi vincola a far parte del Corpo per una durata di almeno quattro anni».

Questo era il primo passo da fare per diventare pompiere di Carona…


1945

Sono passati sei anni e Davide Bernardoni cede il comando al sergente Giovanni Cattaneo.


1947

Giovanni Cattaneo rimane in carica solamente due anni.


Dal 1948 i pompieri di Carona, ora condotti dal sergente Anselmo Agustoni, continuano nella loro opera di soccorso ai caronesi.

Con il grado di sergente, Anselmo Agustoni sarà comandante fino al 1973, quando decide di cedere il comando a Ugo Scheidegger.

Continuerà tuttavia ad essere attivo nei pompieri fino al giorno della sua morte avvenuta per arresto cardiaco nel 1980.

Incendi e allagamenti non mancano: dai nostri archivi, uno dei rapporti più vecchi e documentato da fotografie, descrive l’incendio di un cascinale nel nucleo.


1949 incendio di un cascinale all’interno del nucleo

In un cascinale, nel interno del paese, il fuoco si e' sviluppato in un angolo, ripostiglio di fogliame e fieno. Nei piani soprastanti erano depositati del fieno e legna d'ardere in fascine che furono facile esca delle fiamme che rapidamente avvilupparono i piani superiori ed il tetto. Da questo, dato il vento che soffiava assai forte, le scintille furono portate sotto i tetti circonvicini e appiccarono il fuoco in vari punti diversi a sottotetti e impalcature. La situazione si faceva assai minacciosa. Il locale corpo pompieri stese subito una condotta su uno dei tetti vicini al fine di dominare le coperture minacciate ed in parte intaccate dal fuoco, riuscendo ad evitare la propagazione del fuoco oltre misura.

Fu chiesto l'intervento dei pompieri di Paradiso e di Lugano che furono sul posto verso le 19.40 e con l'aiuto loro, dopo non facili sforzi e non lieve lavoro, si poté essere padroni dell'incendio riuscendo a spegnerlo verso le 00.30 togliendo così ogni immediato e persistente pericolo per il vicinato.

Nel frattempo diversi fabbricati furono toccati dalle fiamme e i danni sono forti. Buona parte dei danneggiati non sono assicurati. Il solo che risulta esserlo e' il fabbricato del Sig. Andreoli Virgilio, stabile dal quale partì il focolaio d'incendio.


1973

con il grado di aiutante sottufficiale il comando è ora affidato a Ugo Scheidegger. Egli svolgerà il suo ruolo con serietà e dedizione per un lungo capitolo della storia del Corpo Pompieri Carona, non privo di interventi.


1976

il maltempo provoca diversi danni ed i pompieri devono intervenire per parecchi allagamenti, fra i quali la casa del parroco e la casa Pan Trova.

Altri piccoli e grandi interventi negli anni fanno sì che i pompieri di Carona acquisiscano esperienza e si facciano conoscere dalla popolazione.

Nei vari interventi non sono mancati incidenti in cui dei pompieri rimasero feriti, fortunatamente senza gravi conseguenze.


1981 Incendio San Salvatore

Abbastanza noto è l’incendio del monte San Salvatore del 1981. Vede impiegati i militi di Lugano, Melide, Morcote e Carona. Il forte vento e la siccità hanno favorito il propagarsi delle fiamme.

Per tutta la notte i militi del corpo pompieri di Carona hanno lavorato sul fronte lungo la funicolare che porta alla vetta riuscendo spegnerlo.

Tuttavia solamente il giorno

successivo, con l’impiego degli

elicotteri, il fuoco viene spento

completamente.


Negli anni ‘80 l’aumento degli incendi di bosco spinge il governo ticinese a proporre ai comuni la creazione dei pompieri di montagna. Nel 1985 subordinato al corpo pompieri Carona, viene aggiunto un distaccamento di uomini che formeranno il corpo pompieri di montagna San Salvatore. Inizia una lunga collaborazione che anno dopo anno unisce le due unità. Il numero elevato di militi ci permette di organizzare esercizi per il mantenimento dei sentieri nei nostri boschi che vengono sfruttati come linee tagliafuoco.

L’effettivo passa a 35 militi, di cui 15 pompieri Urbani di Carona e 20 pompieri di montagna San Salvatore.

Il deposito viene spostato dai locali dell’attuale ViBiLu a quelli in disuso della piscina, dove sfruttando i militi come manodopera vengono ristrutturati alla nuova funzione.